Lavoro e Previdenza

Che differenza c’è tra libero professionista e ditta individuale?

7 Luglio 2026

La Redazione

BeProf

Che differenza c’è tra libero professionista e ditta individuale?

Stai considerando l’idea di entrare nel mondo del lavoro autonomo? In base all’attività che vorrai intraprendere, hai la possibilità di scegliere tra varie opzioni fiscali e organizzative, ognuna con caratteristiche, procedure e requisiti unici. 

Tra queste, la figura del libero professionista e quella del titolare di ditta individuale spesso generano confusione: nonostante entrambe consentano di operare in modo indipendente, esistono alcune differenze in termini burocratici che le distinguono nettamente.

Chi è il libero professionista?

Il libero professionista svolge un’attività prevalentemente intellettuale, offrendo prestazioni ad alto contenuto professionale acquisite tramite percorsi di studio e specializzazione. A differenza della ditta individuale, può offrire esclusivamente servizi e non beni. 

Quando la professione è regolamentata, deve iscriversi al relativo albo o ordine di categoria dopo aver superato l’esame di abilitazione. Sul fronte previdenziale versa i contributi alla propria cassa privata o, in sua assenza, alla Gestione Separata INPS. Rientrano in questa figura medici, ingegneri, geometri, veterinari e avvocati.

Cos’è una ditta individuale?

La ditta individuale è istituita da artigiani e commercianti che operano in proprio: gli artigiani svolgono attività manuali, i commercianti acquistano e vendono beni e servizi. A differenza del libero professionista, la ditta individuale è obbligata alla registrazione presso il Registro Imprese della Camera di Commercio e versa i contributi alla Gestione Artigiani o Commercianti dell’INPS. 

Rientrano in questa categoria idraulici, parrucchieri, elettricisti, negozianti, ambulanti e grossisti. Se l’attività è svolta in ambito familiare, può essere inquadrata come impresa familiare o coniugale.

Le differenze principali a confronto

Aspetto Libero professionista Ditta individuale
Tipo di attività Intellettuale, solo servizi Manuale/commerciale, beni e servizi
Iscrizione Albo/ordine (se regolamentata) Registro Imprese (obbligatoria)
Previdenza Cassa privata o Gestione Separata INPS Gestione Artigiani o Commercianti INPS
Diritto camerale No

Entrambe le forme richiedono comunque l’apertura di una partita IVA, la scelta di un codice ATECO adeguato e la determinazione del regime fiscale, ordinario o forfettario. Il regime scelto influenza poi le spese deducibili e il calcolo dei contributi INPS dovuti.

Libero professionista o ditta individuale: quando conviene?

La scelta non è discrezionale, ma dipende dalla natura dell’attività: chi offre servizi intellettuali si inquadra come libero professionista, chi svolge un’attività manuale o di commercio deve aprire una ditta individuale. Se la tua attività prevede la vendita di beni, puoi scoprire come aprire una ditta individuale e quali procedure seguire.

Domande frequenti

La ditta individuale è un libero professionista? No. Il libero professionista svolge attività intellettuale e non si iscrive al Registro Imprese; la ditta individuale riguarda artigiani e commercianti, con iscrizione obbligatoria alla Camera di Commercio.

Che differenza c’è tra partita IVA e ditta individuale? La partita IVA è il codice fiscale dell’attività e la aprono entrambi. La ditta individuale è invece una forma d’impresa specifica, iscritta al Registro Imprese.

Il libero professionista deve iscriversi alla Camera di Commercio? No. Se la professione è regolamentata deve iscriversi all’albo o ordine di categoria, ma non al Registro Imprese.

 

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